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31.05.2019 | casa zegna

Con "Università di Strada" la formazione è per tutti

Dall'utilizzo dell'archivistica locale alla vita triverese sotto Napoleone

Formazione culturale e inclusione sociale vanno di pari passo nel progetto Università di Strada, avviato da Fondazione Zegna e UPBeduca – Università Popolare Biellese con lo scopo di coinvolgere una fascia di popolazione con età media elevata che vive in luoghi “periferici” e non ha facile accesso alle proposte formative tradizionali. Si tratta di un momento di formazione diffusa sul territorio, al di fuori dell’ambiente canonico dell’aula, per entrare nei contesti della vita quotidiana. Un “salotto” informale sostituisce la lezione frontale: i partecipanti vengono così agevolati nella comprensione delle innovazioni digitali e nell’affrontare le questioni più ordinarie come la raccolta differenziata e l’educazione ambientale.

«Riavvicinare i cittadini al piacere di apprendere, di far parte di una comunità offrendo un percorso innovativo che va loro incontro senza pretendere che siano loro ad avvicinarsi ad istituzioni spesso asettiche» spiega Francesco Florenzano, presidente di UNIEDA, Unione Italiana di Educazione degli Adulti. «Università di Strada si pone l’obiettivo di mettere a sistema una rete diffusa, un servizio che “scova” bisogni e risponde all’esigenza di innalzare culturalmente il contesto di vita dei partecipanti e dei luoghi ove vivono».

Gli appuntamenti si svolgono a Casa Zegna (Valdilana – Trivero), sede dell’archivio storico del Gruppo Zegna e polo di aggregazione culturale, il mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 17 e sono ad accesso libero e gratuito. Quelli del 5 e 19 giugno, condotti da Danilo Craveia (archivista, responsabile tecnico del Centro di Documentazione dell'Industria Tessile, degli archivi di Zegna, del Santuario di Oropa e del Festivaletteratura di Mantova), sono intitolati rispettivamente “Che cos’è un archivio e a che cosa serve” e “Vi racconto una storia: dura la vita a Trivero sotto Napoleone”.

«L'archivio non è un deposito, né un magazzino. L'archivio è il luogo dove si pensa e dove si progetta. Molti di noi compiono queste azioni, pensiero e progetto, senza rendersene conto – spiega Craveia -. L'Archivio Zegna può aiutarci a comprendere come un corretto sistema di archiviazione consenta di proiettare sul domani le esperienze di ieri e di oggi, soprattutto quando si tratta di creatività e di prodotto». Sull’incontro dedicato al periodo triverese sotto il governo napoleonico, Craveia racconta: «Le antiche carte testimoniano quegli avvenimenti e attestano le azioni di uomini e donne (e anche di animali, come i muli requisiti nel 1799...) che portavano già i cognomi di molti triveresi di oggi. Alcune di quelle persone giocarono un ruolo importante: il "presidente della municipalità" (come a dire il sindaco) Giacomo Antonio Giletti, i suoi consiglieri Botto, Vaudano, Zegna e Zignone, o il segretario Castelli. Ed ebbero a che fare con il terribile brigante Gioia e con l'altrettanto tremendo comandante Mouton, il primo di queste parti, il secondo francese».