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25.11.2019 | casa zegna

Visible Award 2019, vince l'artista indiana Jasmeen Patheja

L'ideatrice del progetto contro la violenza sulle donne “Blank Noise” si è aggiudicata il premio promosso dalla Fondazione Zegna e da Cittadellarte

È andato a Jasmeen Patheja, ideatrice del progetto contro la violenza sulle donne “Blank Noise”, il premio Visible Award 2019, promosso dalla Fondazione Zegna e da Cittadellarte. Il progetto dell’artista indiana è incentrato sulla lotta contro le molestie sessuali di strada, e rivendica il diritto delle donne a vivere senza il timore costante di essere aggradite. Jasmeen Patheja ha raccolto un dossier di testimonianze relative ad aggressioni sessuali, promuovendo una serie di performance chiamati “Meet to Sleep”, che hanno come tema le aggressioni a scopo sessuale che si verificano nei parchi pubblici.

Nell’Asia meridionale, infatti, le vittime di aggressioni sessuali sono troppo spesso colpevolizzate, se non addirittura ritenute “provocatrici” a causa del loro abbigliamento giudicato poco consono. Jasmeen Patheja ha allestito, a questo scopo, il progetto “I never ask for it”, che mira a mostrare – e a raccogliere dal pubblico – esempi di capi d’abbigliamento indossati dalle donne vittime di molestie e aggressioni sessuali.

Il Visible Award 2019, svoltosi nella sala del consiglio di Parigi all’Hôtel de Ville, è frutto della collaborazione tra Cittadellarte e Fondazione Zegna, fondatori del progetto, con Lafayette Anticipation. L’organizzazione è stata curata da Visible, nato nel 2011 dalla partnership tra la Fondazione Pistoletto e la Fondazione Zegna, e seguita fin dall’inizio da Judith Wielander e Matteo Lucchetti. Si tratta di un progetto biennale di ricerca abbinato a un premio europeo che mira a produrre e sostenere pratiche artistiche socialmente impegnate in un contesto globale.
Della giuria pubblica per la sua assegnazione hanno fatto parte oltre 200 persone, fra cui 60 studenti provenienti da programmi master da tutta Europa. Cinque Siti Satellite, inoltre, hanno partecipato da remoto tramite collegamenti in streaming. I Satelliti sono nodi del network di Cittadellarte: Open Source Gallery di New York con la sua fondatrice, l’artista e curatrice Monika Wuhrer; Kayu Lucie Fontaine di Bali, con il suo fondatore, l’artista e curatore Marco Cassani; Espronceda Institute for Arts and Culture di Barcellona, con la sua co-fondatrice, l’artista e curatrice Savina Tarsitano; il Corso bachelor di Curatela del Goldsmiths di Londra, con Ginevra Naldini e il suo gruppo di artisti e curatori. Infine, da UNIDEE di Biella, dove il progetto è stato concepito nell’ambito dei corsi post universitari curati da Valerio del Baglivo e con la partecipazione dei mentori Janna Graham e Valeria Graziano.

Ciascun partecipante alla giornata era anche membro di un’assemblea “parlamentare” temporanea, che ha occupato lo spazio di un vero parlamento. “Tale cornice – si legge in una nota – ha permesso di infondere al dibattito un autentico spirito democratico e, allo stesso tempo, di sottolineare il potenziale sociale dei progetti presentati. Il coinvolgimento attivo del pubblico nella valutazione e votazione finale dei progetti che partecipano al Visible Award fanno di questo premio un’occasione unica d’apprendimento collettivo e di allargamento del dibattito intorno ai temi sollevati dai progetti stessi”.

Gli altri nove progetti finalisti: Embassy di Richard Bell (Melbourne); Climavore: On Tidal Zones di Cooking Sections (Isola di Skye); Undercover Worker di Luke Ching Chin Wai (Hong Kong); Killing in Umm al-Hiran di Forensic Architecture (Londra); Tequiografías di Daniel Godínez-Nivón (Città del Messico); Trampoline House di Morten Goll e Tone Olaf (Copenaghen); Dar Yusuf Nasri Jacir for Art and Research di Emily Jacir (Betlemme); CareForce di Marisa Morán Jahn (varie città negli Stati Uniti); Carved to Flow di Otobong Nkanga (Atene, Uyo). La vincitrice, Jasmeen Patheja, ha ottenuto una borsa di 25.000 euro.

“Il progetto artistico di Jasmeen Patheja nei suoi dodici anni di esistenza – dicono i due curatori di Visible – è riuscito a diventare un movimento, ripensando il ruolo dell’artista in senso orizzontale e trasformando i partecipanti del progetto in co-autori. Guardando al 2023, il movimento Blank Noise punta ad una installazione di arte pubblica all’India Gate di Nuova Delhi, dove diecimila indumenti di vittime di violenza formeranno, nelle parole dell’artista, un museo vivente grazie al quale condividere l’esperienza della violenza collettivamente e creare nuove alleanza tra parti sociali per un futuro diverso”.