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19.12.2018 | fondazione zegna

È ancora notte fuori, poco prima dell’alba

Nell’anno che si chiude, sotto questo cielo d’inverno, il ricordo più intenso è quello degli sguardi illuminati di tanti giovani che hanno acceso i progetti della Fondazione Zegna

Cielo blu intenso e tante piccole luci. Le stelle qui tra le montagne dominano l’oscurità: la forza della luce che scardina il buio. Nell’anno che si chiude dietro questo cielo d’inverno a pochi giorni dal Solstizio, il ricordo più intenso è quello degli sguardi illuminati di luce di tante ragazze e ragazzi, donne e uomini che hanno acceso i progetti della Fondazione Zegna.

Come Giulia, che ha ritrovato la luce negli occhi grazie agli anni trascorsi nella Comunità di recupero di San Patrignano, tessendo per ritrovare se stessa ed ora con fierezza, tenacia, curiosità e forza d’animo ha appena concluso uno stage di sei mesi nel rammendo al Lanificio Zegna sotto lo sguardo attento e amorevole di Monica e Samantha.

O Leonardo, giovane musicista della scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo, voluta dal Maestro Noseda, che con il violoncello e lo sguardo rivolto all’infinito del cielo suona la sua musica sui tetti della fabbrica di Trivero nella Giornata FAI del Panorama e le note si espandono fino ad avvolgere le foreste di pini ormai ottuagenari sognati e messi in terra dal nonno Ermenegildo.

E Adele il cui sguardo scintillante ti cattura quando racconta con Ruggero dello stupore dei bimbi nei laboratori montessoriani a Casa Zegna che con un piccolo telaio giocattolo intrecciano e tessono fili di lana soffice e colorata che per magia fanno nascere un tessuto.

E Chiara, una tra gli oltre 150 giovani, ormai quasi adulti, orgoglio e speranza del nostro Paese che dopo studi post laurea all’estero grazie alla Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship è tornata in Italia per portare il suo pensiero, la sua eccellenza, la sua energia vitale e la sua passione. Qui, proprio qui, dove sembra che non ci siano opportunità per i giovani come lei e che invece se ascoltati, orientati, formati ed accolti sbocciano come un fiore ben curato.

Quest’anno sono tanti anche i ragazzi parte del progetto Reshape che nel nostro territorio biellese hanno imboccato una strada, ricominciato a studiare o trovato un lavoro …

Ricordo la luce negli occhi di Elisa quando con amorevole fierezza racconta degli anziani che ha accompagnato nelle loro giornate, apparentemente vacue e inutili, nelle piccole attività quotidiane che possono sembrare montagne invalicabili nella solitudine.

Luce negli occhi di Roberta che da pochi anni ma con tenacia e passione accompagna chi la nostra società definisce “diversamente abili” solo perché non rientra nei parametri della così detta normalità. Cos’è la normalità e il senso oggi, nella nostra società così frettolosa, noncurante, distaccata, tra persone che non incrociano uno sguardo se non per alimentare timori e lamento?

Ritrovo il senso nella luce degli occhi, in quella scintilla divina che ci abita e che con pazienza poco a poco ci aiuta nello sguardo condiviso a ritrovare il nostro sguardo interiore.

Il nonno Ermenegildo ci ha insegnato a guardare oltre l’orizzonte, ad avere visione per condividere un sogno, un progetto, che solo trova il senso nel fare comunità, assieme.

Anna Zegna