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27.05.2020 | fondazione zegna

Ermenegildo Zegna pianta alberi. Antesignano da quasi un secolo

Il Lanificio Ermenegildo Zegna e la medaglia al merito silvano sono coscritti. Il primo è nato l’11 maggio, l’altra il 2 giugno del 1910. E nel 1932 si sono incontrati. Il Fascismo aveva ereditato una legge di ampio orizzonte, efficace e moderna. Figlia di un consolidato rispetto per le foreste e per la natura in generale nato sul finire dell’Ottocento nel Regno d’Italia sempre più industrializzato. Quindi i premiati non ricevevano un contentino di regime, ma un vero apprezzamento pubblico istituito in tempi non sospetti.

 

L’Articolo 30 della Legge N. 277 del 2 giugno 1910 recita:

 

L'autorità forestale, centrale e locale, presta gratuitamente, nei modi stabili dal regolamento generale, l'assistenza e la consulenza ai silvicultori e agli industriali forestali, principalmente pel conseguimento dei seguenti scopi:

a) la difesa della piccola proprietà montana e l'incoraggiamento alla costituzione di Associazioni e Consorzi di proprietari di boschi per l'esercizio dell'industria silvana, sotto il patronato dell'autorità forestale, per la tutela dei castagneti da frutto contro le malattie, per la prevenzione e l'estinzione degli incendi, per la difesa contro i parassiti animali e vegetali, per il taglio e la vendita dei prodotti forestali;

b) il miglioramento dei boschi e pascoli, l'impianto di nuovi boschi, le esperienze forestali di aclimatazione di specie più redditizie e la creazione delle piccole industrie forestali;

c) il miglioramento razionale ed economico della utilizzazione dei boschi e l'incremento della produzione forestale e del commercio dei prodotti forestali.

Il Ministero di agricoltura, industria e commercio potrà inoltre concedere medaglie al merito silvano”.

 

Nel 1932 nel Biellese arrivarono ben due riconoscimenti statali relativi alle benemerenze silvane. Una per l’Amministrazione del Santuario di Oropa, l’altra per il Lanificio Fratelli Zegna di Angelo di Trivero. Le motivazioni di tali attestati sono piuttosto simili. Quella intestata a Ermenegildo Zegna è la seguente:

 

La Ditta Fratelli Zegna di Angelo in Trivero (Biella) con lodevole esempio di disinteresse, e con fervore d’iniziativa assai raro, mirando a lontani benefici collettivi, ha ceduto nel 1929, temporaneamente un appezzamento montano di ettari 84 di buon pascolo, alla Milizia Nazionale Forestale, perché procedesse al rimboschimento coi fondi del Consorzio Governo-Provincia di Vercelli contribuendo alle spese per tali lavori (ormai ultimati) col 20% e rinunciando spontaneamente al reddito dello sfruttamento della vastissima Alpe”.

 

L’atteggiamento di Ermenegildo Zegna, come per gli amministratori del Santuario di Oropa, era quello del senso civico e dell’interesse comune. Ne erano ben consapevoli i dirigenti del competente Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste quando, il 30 maggio 1933, consegnarono per mano del Prefetto di Vercelli, conte Vittorelli, quelle onorificenze riferite all’anno precedente. Con queste parole:

 

Non sfugge il significato di questo riconoscimento Governativo a chi ha ben meritato anche nel ramo forestale. È un fatto che oggi nonostante le larghe provvidenze in materia di Bonifica Integrale non si deve attendere tutto dallo Stato. E ciò hanno ben compreso molti proprietari che si sono con passione dedicati alla selvicoltura realizzando successi di grande importanza. Essi hanno coraggiosamente contribuito all’esecuzione delle opere di rimboschimento con la cessione di terreni e con l’impiego di forti somme, dando una prova che non sempre l’unico movente delle azioni umane è l’interesse individuale”.

 

Le prime piantumazioni sul San Bernardo, avviate nel 1929, avevano portato a quel traguardo. Simbolico, certo, ma corrispondente sul terreno a un grande lavoro di salvaguardia del territorio e di tutela del paesaggio. Tale impegno fattivo di Ermenegildo Zegna non cessò né con la guerra né in seguito, tant’è che nel 1951 l’Italia repubblicana riconobbe nuovamente l’opera dell’imprenditore laniero triverese. Il Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste, onorevole Amintore Fanfani, firmò il 21 novembre 1951 il diploma portante la medaglia d’argento al Merito Silvano, ancora una volta per quanto realizzato sulle montagne biellesi che tuttora beneficiano di quelle remote attività forestali.