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28.06.2017 | fondazione zegna

Expanded Body. An immersive exploration of the Oasi Zegna

Tra arte, scienza e tradizione alla scoperta del visibile e dell’invisibile negli alberi

I finalisti dell’edizione 2017 di UNIDEE - University of Ideas, Alessandro Perini (Italia), Micol Roubini e Lorenzo Casali (Italia), Fernanda Rappa (Brasile) Marie Andree Godin (Canada/Finlandia), Philip Cartelli (USA/Italia), Serena Porrati (Italia) e Giulia Filippi (Italia) hanno visitato in questi giorni Casa Zegna e l’Oasi Zegna per approfondire, sotto la guida dei mentori Andrea Caretto e Raffaella Spagna, la relazione profonda che lega l’uomo all’ambiente.

Dopo aver assistito alla Lecture del prof. Ernst Zürcher, "The Trees and the Invisible - towards a synthesis between modern science and traditional knowledge", gli artisti stanno approcciando una visione “ecologica” dove le specie animali, vegetali e minerali coesistono in modo non gerarchico, bensì sullo stesso livello. Ernst Zürcher, ingegnere forestale, professore e ricercatore all’Università di scienze applicate di Berna, si è specializzato nella cronobiologia degli alberi ed è autore del libro Les Arbres, entre visible et invisible.

In attesa della presentazione pubblica dei progetti prevista il 3 luglio, abbiamo chiesto ai mentori Andrea Caretto e Raffaella Spagna in che modo l’esperienza di queste giornate di workshop stia influenzando la visione degli artisti e la loro relazione con l’ambiente.

 

Cosa vi ha colpito della lecture del prof. Zurcher?

Buona parte dei contenuti proposti dal prof. Zucker sono nuovi per molti di noi; ad esempio è stato molto interessante scoprire come i ritmi lunari possano influenzare lo sviluppo dei vegetali, delle gemme, dei tronchi degli alberi… si tratta di conoscenze molto antiche, che ci permettono di cogliere una trama che unisce tutte le cose e la relazione che il mondo vegetale ha con la sfera umana.

 

In che modo queste conoscenze influenzeranno il vostro lavoro?

E’ difficile saperlo ora perché siamo agli inizi del nostro percorso di esplorazione: ieri gli artisti hanno visitato per la prima volta l’Oasi Zegna, dove hanno camminato nel Bosco del Sorriso e hanno preso coscienza del metodo Bioenergetic Landscapes con cui Marco Nieri ha monitorato gli alberi. Gli artisti stanno sperimentando un modo diverso di percepire l’ambiente, riscoprendo l’utilizzo dei sensi in modo più profondo, per conoscere la realtà che ci circonda. Anche il semplice gesto di camminare può diventare una forma di conoscenza. Per ora stiamo annotando le nostre percezioni su un quaderno, nell’intento di condividerle con i futuri visitatori dell’Oasi.

 

Gli artisti avevano già lavorato su queste tematiche?

Alcuni di loro già avevano esplorato questi temi; nei prossimi giorni lavoreranno su un soggetto (un albero ad esempio) per riflettere sulla sua ontologia, sulle relazioni e sul sistema in cui è inserito. Nel nostro lavoro cerchiamo di esplorare la relazione profonda che lega gli esseri umani all’ambiente. L’arte diventa uno strumento di ricerca, per investigare i molteplici aspetti della realtà, da un punto di vista sostanziale, fisico, ma anche filosofico e sociologico.