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29.10.2015 | fondazione zegna

Genius Loci: luoghi e identità di Teresa, la “locandiera” del Bocchetto Sessera

Da 18 anni alla gestione della Locanda situata nel cuore dell’Oasi Zegna, è uno dei volti immortalati da Giovanni Caccamo per la mostra di Casa Zegna

Teresa è uno dei volti fotografati da Giovanni Caccamo nella mostra Genius Loci. Luoghi e identità tra Lanificio e Oasi Zegna, la mostra inaugurata sabato 17 ottobre a Casa Zegna. Da anni gestisce la Locanda Bocchetto Sessera, nel cuore dell’Oasi Zegna, all’imbocco del sentiero del Bosco del Sorriso e dei percorsi che conducono in alta Valsessera. Una vita trascorsa in montagna, tra una chiacchiera con la gente e la compagnia delle volpi, che di tanto in tanto interrompono la dolcezza della solitudine.

L’abbiamo intervistata per conoscere meglio la storia di questi luoghi, le leggende e i piatti tipici della tradizione locale.

 

Da quanti anni vivi al Bocchetto Sessera?

Gestisco la Locanda da 18 anni. Ho sempre fatto questo mestiere: ho cominciato lavorando nel ristorante di mia zia, prima come lavapiatti, poi come cameriera. Un po’ alla volta mi ha insegnato a cucinare le sue ricette. I miei genitori erano pastori e, grazie a loro, ho imparato a conoscere e ad amare la montagna. Da piccola passavo molto tempo con mio padre, che aveva un gregge di pecore; è stato lui a trasmettermi la passione per questi luoghi.

 

La storia della Locanda Bocchetto Sessera è legata a quella dei pastori e ai percorsi della transumanza. Ci sono delle storie legate a questo luogo che ami particolarmente?

Uno dei racconti a cui sono più affezionata narra di una famiglia che viveva nei pressi del Bocchetto Sessera. In autunno, era consuetudine raccogliere nei boschi le foglie per accendere la stufa e riempire i materassi. Un giorno, mentre i genitori erano nel bosco, i bambini infreddoliti accesero la stufa e proprio a causa delle foglie secche il fuoco divampò rapidamente, finché l’intera casa fu avvolta dalle fiamme. Per i bambini non ci fu nulla da fare e i genitori, distrutti, non riuscivano a darsi pace.

Un giorno come tanti altri, uscirono di casa per andare nel bosco e trovarono delle volpi che li rasserenarono: dissero di non preoccuparsi perché i loro figli stavano bene. Quelle volpi erano i loro bambini.

 

Questa storia è raccontata da Virginia Majoli Faccio nel libro “L’Incantesimo della Mezzanotte”. La amo molto perché le volpi vengono spesso a trovarmi e mi piace pensare che siano gli spiriti di quei bambini: a volte mi fanno anche i dispetti!

La prima volta che le vidi era inverno. A causa di una forte nevicata rimasi isolata per quasi una settimana. Subito ho notato le impronte delle loro zampette sulla neve, ho lasciato loro qualcosa da mangiare e pian piano abbiamo fatto amicizia. Ormai tutte le sere mi fanno visita!

 

Cosa ami di più nel tuo lavoro?

Amo molto il contatto con la gente e allo stesso tempo la solitudine. Sembra una contraddizione, ma quando la gente torna a casa non sento gravare su di me il peso della solitudine. Uno dei motivi per cui amo questo luogo è il silenzio, la pace… Quando rimasi isolata per una settimana a causa delle forti nevicate, ho ritrovato il piacere di gustare un buon libro davanti al caminetto, di lavorare all’uncinetto a lume di candela, riscoprendo il fascino di un tempo perduto.

 

I segreti della tua cucina?

Uso il più possibile prodotti a Km zero come il formaggio e il burro degli alpeggi dell’Oasi Zegna, la farina dei mulini biellesi, le erbe locali e, ovviamente, le ricette della tradizione!

 

Quale piatto cucini con più passione?

Senza dubbio la selvaggina come il cervo con i mirtilli o il cinghiale con il cacao, secondo le antiche ricette che mi ha insegnato la mia cara zia.

 

Puoi regalarci una delle tue ricette tradizionali?

La Polenta Moja, una tipica ricetta della Valle Cervo: nelle giornate invernali è un vero toccasana!

 

Ingredienti:

2 litri di acqua

500 grammi di farina di mais

2 etti formaggio, (maccagno giovane)

100 grammi panna

1 cucchiaio di olio

sale

 

Portare a ebollizione l’acqua in una pentola e salare. Gettare la farina a pioggia mescolando con una frusta, aggiungere un cucchiaio di olio e rimestare costantemente con un cucchiaio di legno per evitare la formazione di grumi. Continuare a girare per circa 45 minuti.

Nel frattempo, tagliare a dadini il maccagno e fare sciogliere in un pentolino il formaggio nella panna.

Formare una “palla” di polenta, unire la crema di formaggio nel piatto di portata e servire.

 

Teresa è uno dei volti di Genius Loci: Luoghi e identità tra Lanificio e Oasi Zegna. Foto di Giovanni Caccamo.

La mostra è aperta a Casa Zegna a Trivero tutte le domeniche fino al 22 novembre dalle 14 alle 18.