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30.03.2017 | fondazione zegna

La nuova avventura di Giovanni Soldini

Il noto velista ci racconta il suo legame con l’Ong Fratelli dell’Uomo, associazione che condivide i valori di Fondazione Zegna

Abbiamo chiesto a Giovanni Soldini di raccontarci la sua ultima avventura, questa volta distante dal mare, che ha molte affinità con gli obiettivi della Fondazione Zegna e con il “pensiero verde” che ha guidato Ermenegildo Zegna, a partire dagli anni ’30 nel trasformare un territorio che dal 1993 è l'Oasi Zegna.

 

Giovanni, raccontaci come è nato il tuo legame con l’Ong Fratelli dell’Uomo: come mai hai scelto tra tante associazioni di diventare testimonial proprio di Fratelli dell’Uomo?

Conosco Fratelli dell’Uomo da molti anni e credo che il suo modo di intervenire nel Sud del Mondo sia sempre molto rispettoso e attento alle realtà locali: questa è una caratteristica che la distingue e che considero molto importante. Da quasi 50 anni, infatti, Fratelli dell’Uomo affianca progetti di sviluppo in Africa e America Latina pensati e gestiti interamente dalle realtà locali, per lo più comunità del territorio, cercando di non imporre mai soluzioni importate dal mondo occidentale e di affrontare, insieme alle stesse comunità, i problemi ambientali, sociali e di sviluppo senza avere per forza una verità in tasca.

 

Da Novembre stai sostenendo una raccolta fondi sulla piattaforma rete del dono per un progetto di Fratelli dell’Uomo di riforestazione ed educazione ambientale nell’Amazzonia peruviana: cosa ti ha spinto a mettere la faccia proprio per questa causa?

Stiamo vivendo un momento molto difficile sia per l'Europa sia, soprattutto, per l'Italia: sembra non esserci quasi più speranza per il futuro, i giovani sembrano non avere più tanti sogni, le grandi idee che hanno spinto lo sviluppo e le energie sino a ieri, sembrano essersi tutte incagliate. Basta pensare al sogno di un’Europa unita che, ad oggi, sembra più irrealizzabile che mai. Si percepisce un atteggiamento quasi rassegnato su questi grandi temi di rilevanza sociale, come la difesa dell’ambiente e delle sue risorse; sembra che non si riesca neanche lontanamente ad immaginare di affrontare la grande emergenza ambientale che abbiamo davanti. Questa é probabilmente la ragione che più mi ha spinto a scegliere questo progetto di Fratelli dell’Uomo: per risolvere grandi problemi, come appunto la tutela della nostra Terra, bisogna incominciare dalle cose piccole, affrontarle una alla volta e costruire sassolino dopo sassolino. Iniziare, come nel progetti in Amazzonia di Fratelli dell’Uomo, proprio dalle comunità stesse che convivono con la natura e della natura, attivandole attraverso l’educazione e la formazione alla difesa delle risorse naturali. L'ultima cosa da fare é pensare che sia impossibile affrontare questi problemi e voltarsi dall' altra parte.

 

Il progetto che stai sostenendo è sicuramente innovativo in quanto affronta il tema della tutela delle risorse naturali da vari punti di vista (ambientale, culturale, educativo): potresti spiegarci in concreto quali sono le attività che vengono realizzate?

Fratelli dell’Uomo insieme all’associazione peruviana Adec Atc, che lavora proprio con la comunità nativa di Tsachopen nell’Amazzonia peruviana, sta coinvolgendo dal 2014 tutta la comunità intera nel progetto: vengono realizzate attività divulgative ed educative sui giovani e sui bambini nelle scuole della comunità attraverso la creazione di biorti scolastici dove si coltivano 20 tipi di ortaggi per arricchire la dieta delle mense scolastiche, proprio perché sono spesso i giovani i più ricettivi e più attenti alla tutela dell’ambiente. Ma soprattutto sono gli attori del futuro e quindi su di loro bisogna investire l'energia. Inoltre sono stati creati 4 vivai con una capacità media complessiva di 60.000 pianticine di alberi da frutta e specie forestali che permettono di recuperare, attraverso la loro piantumazione, la foresta giorno dopo giorno (fino ad oggi sono stati recuperati 20 ettari di foresta). 60 persone della comunità sono state formate in qualità di “Guardiani della foresta”, in grado di divulgare l’approccio agro-ecologico all’intera comunità (conservazione del bosco, gestione dei rifiuti, uso responsabile dell’acqua, conservazione delle sementi), ampliando così il numero di famiglie che partecipano al progetto e alla sostenibilità della propria terra; 40 apicoltori stanno ricevendo assistenza tecnica per migliorare la propria produzione di miele biologico e la loro capacità di “fare marketing” del proprio prodotto.

 

Nei tanti anni di lavoro della Fondazione Zegna abbiamo osservato la fondamentale importanza, per il successo di un progetto, della cooperazione con organizzazioni locali radicate nel territorio d’azione. Questo vale anche per il progetto promosso dall’Associazione Fratelli dell’Uomo?

Si certo, è la base della cooperazione di Fratelli dell’Uomo, una cooperazione in cui lo scambio di idee, valori, competenze, esperienze con le organizzazioni locali è reciproco e in continua evoluzione. Come dicevo prima, Fratelli dell'Uomo ha sempre lavorato affiancando progetti locali gestiti dalle associazioni del luogo, rispettandole e creando con loro un rapporto di fiducia e collaborazione costante nel tempo. Ne è un esempio questo progetto che sto sostenendo, in quanto la popolazione indigena Yanesha della comunità di Tsachopen, sta partecipando attivamente al progetto proprio grazie al lavoro quotidiano dell’Associazione locale Adec-Atc, partner di Fratelli dell’Uomo in Perù. - Qualcuno potrebbe obiettare la tua scelta di sostenere un progetto dall’altra parte del Mondo e non in Italia: spiegaci perché è importante trovare fondi per implementare azioni simili, anche lontane da noi. G. SOLDINI: Penso che le emergenze siano tante e grandi: ciò che ognuno deve fare è non arrendersi e soprattutto attivarsi per creare un cambiamento. Penso che non abbia molto senso fermarsi ai confini nazionali: le emergenze o le criticità, i grandi temi dell’umanità come la tutela ambientale, la giustizia sociale, la divulgazione della cultura, in sostanza la qualità di vita dell’uomo sulla Terra sono tutti temi che non hanno confini. Sarebbe folle pensare di fare qualcosa per il futuro senza una visione globale del Pianeta. Come si dice “Siamo tutti sulla stessa barca”! E forse è giunto il momento di pensare a salvaguardare la capacità di galleggiare.

 

La raccolta fondi è ancora aperta: cosa si può fare concretamente per sostenere il progetto e il lavoro dell’Associazione Fratelli dell’Uomo?

Si può partecipare alla raccolta fondi donando un contributo sulla mia pagina di Rete del Dono che andrà a finanziare questa importante causa sociale e ambientale che non può più essere ignorata. Inoltre per conoscere meglio l’Associazione Fratelli dell’Uomo e tutti i suoi progetti potete visitare il sito internet www.fratellidelluomo.org e Facebook