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14.09.2017 | fondazione zegna

Radici e ali

Dalla Zegna Baby Forest alla Mongolia, nuovi alberi per il futuro

C'è un luogo molto lontano da qui che si sta inesorabilmente e rapidamente desertificando. Si chiama Kulun Qi, una zona agricola della Inner Mongolia che si estende a circa settecento chilometri a nord-est di Pechino, nella Prefettura di Tongliao. Il Gobi, il grande deserto dell'Asia Orientale, sta avanzando portando la sabbia dove fino a pochi anni fa c'erano distese coltivate. Dalla città di Kulun-Hure lo sguardo a nord spazia su campi secchi e alte dune. Il destino di quella terra potrebbe non riguardarci. Ci riguarda, invece, il destino della Terra. La sorte delle coltivazioni di Kulun Qi deve starci a cuore perché la costruzione del futuro può avvenire solo attraverso la consapevolezza globale di problematiche locali e viceversa. Non esistono più distanze di sicurezza. Oggi non c'è più nulla che non ci riguardi: nel "villaggio" ogni cosa ha lo stesso valore in ogni punto sulla mappa. Di tutti è il battito d'ali della farfalla di Lorenz, come di tutti è l'effetto che ne deriva, nel bene come nel male. C'è un progetto in pieno svolgimento dal 2007 che tenta di salvare l'area di Kulun. "Milion Tree Project" si inserisce nel più vasto programma di salvaguardia ambientale dell'organizzazione "Roots & Shoots" (radici e germogli), fondata da Jane Godall nel 1991. Piantare un milione di alberi per una Cina di nuovo verde è la mission che vede impegnato dal 2012 anche il Gruppo Ermenegildo Zegna.

L’ingaggio del Gruppo Ermenegildo Zegna nella sperduta Mongolia Interna con la "My Zegna Forest" si colloca in continuità con l’attività intrapresa da Ermenegildo Zegna nel Triverese: Munsù Gildo ha costruito il paesaggio delle montagne biellesi con conifere e fiori, riforestando e impreziosendo un territorio esausto, brullo, desertificato dallo sfruttamento eccessivo dell'Ottocento. I suoi figli e i suoi nipoti non hanno cessato di occuparsi di ambiente e di piante trasformando un'idea in un'Oasi. Negli ultimi anni si è prodotta un'ulteriore presa d'atto della necessità di tenere in equilibrio un sistema che non vive di sole piante, ma anche di segni e di simboli. Allora gli alberi diventano portatori di valori che non si discostano da quelli originari, ma ne amplificano il senso in un contesto comunicativo più esteso e li ricodificano alla luce di una coscienza ecologica tutta nuova, "terzoparadisiaca", basata sulla restituzione e sul risarcimento. Quella di Kulun germoglia da un'esperienza precedente, locale in termini geografici, ma globale sotto il profilo tematico.

Venerdì 15 settembre la "Baby Forest" di Bielmonte, inaugurata nel 2010, accoglierà i nuovi “bambini”, piccoli alberi nati da dipendenti del Gruppo Ermenegildo Zegna per testimoniare non solo un sincero sentimento ecologista, ma anche e soprattutto perché è importante avere un luogo in cui mettere radici. Un luogo fisico, ma ancor più simbolico, dove le piante del futuro possano attecchire e opporsi alla desertificazione sociale che ci minaccia come e più del Gobi. Gli "alberi" Zegna non sono mai stati solo quelli vegetali. Il discorso del radicamento e dell'accrescimento nell'habitat giusto è fondamentale per cogliere il gesto del volo. Proprio così. Per quanto possa apparire paradossale, senza radici non si vola. Le ali servono dopo, ma per spiccare il salto occorrono piedi saldi e un terreno adatto.

Danilo Craveia, consulente tecnico dell’archivio Zegna.
Articolo tratto da "Eco di Biella"

Informazioni:

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Via Marconi 23, Trivero, tel. 015 7591463

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Orari: aperta tutte le domeniche dalle ore 14 alle 18