News

25.04.2016 | fondazione zegna

San Patrignano, il valore del “saper fare”

Fondazione Zegna racconta il progetto coordinato dalla designer Barbara Guarducci, che insegna alle ragazze della comunità un mestiere insieme antico e moderno

La tessitura a mano è praticata a San Patrignano da oltre trent'anni e fa parte di quei mestieri artigiani antichi che si sono sempre insegnati nella comunità. Attraverso la manualità, infatti, i ragazzi hanno l’opportunità di confrontarsi con valori importanti: il saper fare, la disciplina richiesta per raggiungere l’obiettivo, la ricerca della perfezione nella realizzazione e la conseguente abitudine al bello, che li aiuta a recuperare la loro bellezza interiore e l'amore per se stessi.

Nel settore tessitura di San Patrignano, sono 30 le ragazze che quotidianamente tessono e cuciono i prodotti destinati a uscire nel mondo esterno e, quindi, a supportare l'indipendenza economica della comunità.
Da quattro anni, Fondazione Zegna sostiene il laboratorio della comunità con l’obiettivo di valorizzare questo mestiere artigianale antico, attualizzandolo secondo i gusti del mercato, della moda e del design. Il progetto è coordinato da Barbara Guarducci (www.barbaraguarducci.com), designer e direttore creativo di progetti di design tessile portatori di valore sociale.

 

Come è nato e come si è evoluto il progetto sostenuto da Fondazione Zegna e coordinato da Barbara Guarducci?
Il progetto per la tessitura di San Patrignano è giunto ormai al suo quarto anno. Abbiamo percorso molta strada, che ci ha portato oggi ad avere un settore che lavora a pieno ritmo con il mercato della moda e del design, producendo per brand internazionali e grandi studi di architetti fra cui Peter Marino, Faliero Sarti, Chanel, Victoria Beckham, Lanerie Agnona, Malo.
E' stato un lavoro di team strutturato e graduale: siamo partiti nel 2013 con la riorganizzazione del settore, che aveva bisogno di innovarsi e di ripensare il suo prodotto per il mercato contemporaneo. Con l’obiettivo, ovviamente, di mantenere alta la qualità e di dare vita a una ricerca creativa tutta nuova. Parallelamente alla ricerca stilistica e all'ampia sperimentazione di materiali e lavorazioni, Barbara ha lavorato con lo staff del settore per creare una metodologia di lavoro che potesse affrontare con solidità l'apertura graduale al mondo della moda e del design. Le 30 ragazze in percorso sono state coinvolte nel processo di rinnovamento e molti temi sono stati affrontati sotto forma di training vero e proprio.

 

Che impatto ha avuto la parte formativa del progetto sulla crescita delle ragazze?

La formazione delle ragazze è stata determinante e ha creato un coinvolgimento nuovo e più consapevole che le ha responsabilizzate e le ha rese orgogliose del loro impegno. Un approccio che valorizza disciplina e concentrazione, due qualità utili al lavoro di tessitura, ma anche e soprattutto al recupero graduale della loro vita nella sua pienezza. Non a caso, dal 2015 Fondazione Zegna sponsorizza due borse di lavoro annuali per quelle ragazze che, una volta finito il percorso formativo, desiderano fare un'esperienza lavorativa nel settore della tessitura, in modo da accrescere la propria professionalità in un ambiente che già conoscono. L'esperienza è per loro molto utile e stimolante, così come la loro attività all’interno della comunità è determinante sia per il fluire del lavoro sia per l’esempio che riescono a dare alle ragazze che sono ancora in percorso.

 

Quanto è importante la possibilità offerte alle ragazze di confrontarsi con il mondo esterno?

Con Barbara abbiamo attivato una serie di incontri mirati con alcune figure chiave del mondo della moda e del design, e le risposte sono state subito entusiasmanti. L'apertura al mercato e l’incontro con questi personaggi hanno portato nella comunità molti stimoli, nuova energia e nuove idee da sviluppare insieme. Confrontarsi con un mondo esterno tutto nuovo è di grande aiuto per le ragazze che hanno così la possibilità di osservare da vicino i metodi di lavoro, l'approccio alla creatività e al lavoro tecnico, lo sviluppo di un'idea che diventa materiale da portare sul mercato. Come la stessa Barbara ha sottolineato, “Si tratta di esperienze impagabili: l’opportunità di vedere una parte del mondo esterno così sano, serio e costruttivo le porta inevitabilmente a riflettere su se stesse. La loro sfida quotidiana contro le fragilità, i dubbi e le fatiche si snoda sul telaio, e la loro ricerca interiore si trasforma nella capacità di realizzare un prodotto fatto bene”.

 

Tutte le ragazze coinvolte nel progetto proseguono la loro esperienza professionale nel mondo tessile?

No, non necessariamente. L'esperienza acquisita in tessitura non vincola le ragazze al settore del tessile. Alcune di loro si appassionano all’attività e proseguono il loro percorso formativo e professionale nel settore abbigliamento, altre fanno tesoro dell'esperienza e si avvicinano ad altri settori lavorativi con la serietà e la dedizione che tessere a mano ha insegnato loro.

 

Proviamo a capire il valore del progetto sostenuto da Fondazione Zegna direttamente dalla voce delle ragazze coinvolte:

Lisa, 23 anni, borsa lavoro Fondazione Zegna 2016
Per me il progetto della borsa lavoro non è solo una grande opportunità, ma anche un momento di integrazione e di realizzazione sia a livello lavorativo sia umano. Mi consente di fare quello che mi piace e mi dà modo di aiutare le persone con più consapevolezza e con un ruolo nuovo, che prevede l’autogestione e che mi aiuta a creare la mia indipendenza.

 

Kautar, 26 anni, borsa lavoro Fondazione Zegna 2016

Vivo a Sanpa da 4 anni, insieme a mia figlia che è nata qui. Sono felice di aver imparato il mestiere di tessitrice e di trasmetterlo alle altre ragazze, perché mi piace, mi ha fatto crescere e mi sta dando tante soddisfazioni. La borsa lavoro di Fondazione Zegna mi ha dato la possibilità di costruirmi una base per un futuro insieme alla mia bimba. Ringrazio di cuore la Fondazione e San Patrignano per avermi insegnato a vivere.

 

Martina, 33 anni

Tramite il lavoro in tessitura ogni giorno mi metto alla prova cercando di superare i miei limiti. La soddisfazione che provo nel vedere un prodotto finito riesce a darmi fiducia in me stessa e, giorno dopo giorno, a credere sempre di più nelle mie potenzialità. E’ bello rendersi conto che volere è potere, e che con la determinazione, la tenacia e l’impegno si possono raggiungere grandi obbiettivi. Ogni giorno, oltre a tessere sciarpe intrecciando i fili dell’ordito e della trama, faccio la stessa cosa con i miei pregi e i miei difetti. E, il prodotto finito che piace alle persone e viene venduto nei vari negozi del mondo, dà riscontro a tutto il lavoro che facciamo su noi stesse.