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18.07.2017 | fondazione zegna

Un tuffo dove l’Oasi Zegna è più verde

I benefici dei bagni di foresta raccontati da Marco Nieri

Immergersi nel verde per dimenticare lo stress e aiutare e rafforzare le difese immunitarie: in questo periodo dell’anno il verde rigoglioso degli alberi dell’Oasi Zegna può diventare un alleato della nostra salute e l’esperienza di Forest Bathing guidata da Marco Nieri il 22-23 luglio sarà l’occasione per scoprire il potere terapeutico degli alberi.

Grazie al progetto avviato dalla Fondazione Zegna nel 2014, è stato dimostrato scientificamente da Marco Nieri e Marco Mencagli come la faggeta dell’Oasi Zegna stimoli positivamente le difese immunitarie e riduca i livelli dello stress. Per approfondire gli studi effettuati, abbiamo intervistato Marco Nieri.

 

Quali sono i benefici che gli alberi possono donare alla nostra salute?

Gli alberi hanno un ruolo fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi, da molti punti di vista. Nella cultura medica di poco più di un secolo fa era ancora viva la convinzione che la vicinanza e il contatto con gli alberi potesse dare sostegno al corpo e alla psiche. Una visione ereditata nei secoli da culture arcaiche che negli alberi stessi avevano riposto la sede di creature e forze divine, capaci di interagire in vari modi con l’uomo. Oggi è opinione comune che stare a contatto con la natura ci fa stare bene, e in particolare in ambienti ricchi di alberi e piante. Negli ultimi trent’anni nuovi studi scientifici hanno aggiunto ulteriori conoscenze che hanno permesso di comprendere che ci sono luoghi e situazioni in cui la natura fa davvero benissimo. Ad essa, e in particolare agli alberi e agli spazi verdi, sono state riconosciute nuove valenze e potenzialità che se rese note possono avere una grossa ricaduta sul benessere delle persone, arricchendo di nuove consapevolezze il nostro rapporto con il mondo vegetale.

 

Puoi farci qualche esempio?

L’interazione natura-mente-corpo è stata molto studiata nel Nord America alla fine del secolo scorso, ma anche in Nord Europa, concentrandosi particolarmente sull’azione del paesaggio nel trattamento dello stress (Therapeutic landscape). Negli ultimi dieci-dodici anni gli studiosi giapponesi hanno scoperto che alcune sostanze volatili emesse dagli alberi, i monoterpeni, possono agire positivamente sulla fisiologia umana e il nostro sistema immunitario, definendo così una pratica molto utile nella medicina preventiva sempre più nota in Giappone, estremo Oriente, Stati Uniti ed Europa del Nord (Forest bathing). Gli studi che ho condotto stanno dimostrando con verifiche diagnostiche che i deboli campi bio-elettromagnetici emessi dagli alberi possono agire nelle loro vicinanze sullo stato energetico e fisiologico dell’organismo e che è possibile utilizzare consapevolmente questa interazione per il nostro benessere, confermando le antiche conoscenze empiriche (Bioenergetic landscape). Una passeggiata nei boschi offre quindi benefici psicologici, emozionali, sensoriali, ma in certe condizioni può diventare anche una occasione per stimolare fisicamente l’organismo e innalzare le nostre difese immunitarie.

 

Come agisce il Forest bathing e come può essere utile nella medicina preventiva?

Questa pratica, nota in Giappone come “Shinrin Yoku” (letteralmente: prendere l’atmosfera della foresta) ha assunto carattere scientifico quando diversi ricercatori universitari hanno verificato che all’interno di foreste con determinate caratteristiche biologiche vi è una concentrazione di sostanze aromatiche volatili chiamate monoterpeni, emesse in particolare dalle foglie degli alberi. Queste sostanze, non sempre individuabili all’olfatto, hanno dimostrato anche con esperimenti in vitro di stimolare l’attività e la riproduzione dei linfociti NK, responsabili del controllo dei virus e delle neoplasie. Praticare il Forest bathing comporta un aumento delle difese immunitarie i cui effetti si prolungano nel tempo, ma anche la riduzione dei livelli di cortisolo e adrenalina (azione antistress), la normalizzazione della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. Tutto questo gioca un importantissimo ruolo nella prevenzione delle malattie.

 

Con quale frequenza e per quanto tempo è consigliabile fare un bagno di foresta per trarne dei benefici?

Per riuscire a stimolare l'attività e la crescita numerica delle cellule del nostro sistema immunitario, occorre respirare per un certo tempo l'aria del bosco naturalmente arricchita di monoterpeni, permettendo all’organismo di assorbire la quantità minima necessaria di queste sostanze in grado di provocare l’aumento delle sue potenziali difese e dello stato di salute complessivo. La pratica del Forest Bathing si basa su un preciso protocollo verificato dagli studiosi giapponesi, che prevede di totalizzare almeno 11-12 ore di passeggiata e sosta nel bosco respirando l'aria nell'arco di tre giorni consecutivi. Gli studi hanno evidenziato che in questo modo abbiamo un incremento della funzionalità del sistema immunitario fino al 40-50%, con effetti che perdurano fino a oltre un mese. Nel caso avessimo solo un giorno a disposizione, sarebbe sufficiente una sola “immersione” nel bosco della durata di almeno 4 ore consecutive, con ovvi benefici sulla salute ma più limitati a livello immunitario, ma ancora ben evidenti fino a una settimana di distanza.

 

Che caratteristiche uniche hanno i boschi dell’Oasi Zegna per favorire la pratica del Forest Bathing?

Per diversi anni con il mio collega Marco Mencagli, agronomo, abbiamo approfondito gli studi giapponesi e la letteratura sull’argomento, cercando di comprendere se e come i boschi e le specie forestali europee fossero idonee al Forest bathing, la cui origine è derivata da analisi svolte in ambiti con caratteristiche di vegetazione differenti. Nel bacino del Mediterraneo abbiamo visto che alcune specie arboree emettono un alto livello di monoterpeni, e tra queste il faggio risulta una delle più emissive. In seguito, grazie alla Fondazione Zegna, abbiamo realizzato uno studio all’interno della faggeta dell’Oasi, verificando che qui l’emissione di monoterpeni è addirittura superiore a quella che caratterizza i boschi studiati in Giappone. Abbiamo così definito 3 percorsi ad anello di diverse lunghezze dove è possibile praticare adeguatamente e con successo il protocollo descritto per questa tecnica. Durante l’esperienza del 22-23 luglio, l’esperienza di Forest Bathing sarà accompagnata dallo yoga.

 

Puoi descrivere quale tipo di pratica si farà durante la giornata e in che modo lo yoga può ampliare i benefici del Forest bathing?

Durante la passeggiata ci fermeremo in alcuni punti del percorso di Forest bathing per eseguire principalmente qualche esercizio di respirazione (pranayama) utile per espandere il nostro respiro. Attraverso facili tecniche possiamo prendere consapevolezza di come respiriamo, di come la maggior parte delle persone non sfrutta al massimo la capacità polmonare e di come, dando più spazio alle due fasi del respiro, si ottengono subito benefici: il sistema nervoso torna in equilibrio, tutte le funzioni fisiologiche vengono stimolate, la mente è più lucida e stiamo meglio con noi stessi. Considerato che il Forest Bathing si basa principalmente sull’inalazione di sostanze volatili facilmente assorbite dalle mucose polmonari, espandere il respiro favorisce il naturale processo di immissione di sostanze benefiche nel nostro organismo. Tutto ci riporta a uno stato di armonia.

 

Hai recentemente pubblicato un nuovo libro “La terapia segreta degli alberi” con l’editore Sperling & Kupfer, di cosa ci parla?

Il libro che abbiamo scritto Marco Mencagli ed io rappresenta il frutto di molti anni di ricerca e di applicazioni, è il primo testo esistente che riunisce e descrive le più avanzate conoscenze che ci permettono di cogliere il massimo beneficio dalla Natura e dagli spazi verdi in generale. In esso abbiamo descritto le diverse forme con le quali gli alberi, la piante e la Natura contribuiscono alla nostra salute e forniamo anche precise indicazioni e tecniche per beneficiare al meglio di questi vantaggi sia all’esterno, in boschi e foreste, che in casa e in ufficio. Si parla di come l’uomo contemporaneo stia soffrendo a causa del sempre maggiore distacco dalla natura, e di come recuperare questo contatto: Forest bathing, Therapeutic landscape, Bioenergetic landscape e green office… Un libro che tutti coloro che sentono attrazione verso il potere rigenerante della natura dovrebbero leggere, aiutando se stessi e gli altri ad autopromuovere la propria salute nel verde.

 

Informazioni

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