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03.06.2016 | casa zegna

Pietro Porcinai a Trivero: l’unicità dei giardini

Il curatore della mostra di Casa Zegna, Luigi Latini, ci racconta l’arte del grande architetto paesaggista italiano

In occasione della mostraPietro Porcinai a Trivero: giardini e paesaggio tra pubblico e privato” abbiamo intervistato uno dei curatori della mostra, il prof. Luigi Latini, Presidente dell’Associazione Pietro Porcinai.

 

In che modo la progettazione dei giardini di Trivero li ha resi “unici”?

Ogni giardino ha una sua unicità: quelli di Trivero sono speciali perché coniugano la sensibilità di Porcinai verso l’ecologia e l’ambiente con la missione sociale di Ermenegildo Zegna: il paesaggio non è solo un obiettivo estetico o celebrativo, ma un luogo vivente. Porcinai elabora inoltre un nuovo linguaggio richiamando l’estetica del giardino “moderno” che dialoga con il cambiamento sociale, sviluppando in modo articolato il pensiero di Ermenegildo Zegna. In questo contesto, il lavoro di Porcinai si sviluppa seguendo un doppio registro: da un lato la valorizzazione del carattere aspro e ruvido della montagna di Trivero, dall’altro la ponendo l’accento sul valore dell’accoglienza, con i giardini di inverno, sapendo interpretare un dualismo che fa parte del carattere del committente, e che verrà declinato in seguito nei giardini privati dei figli Aldo e Angelo Zegna.

 

Porcinai è stato fine psicologo nel saper interpretare le personalità dei suoi committenti. In che modo questo si riflette sui giardini?

Il paesaggista deve saper interpretare il carattere del committente, perché consegna un lavoro in progress, che è il giardino. Porcinai entra subito in sintonia con l’attitudine della famiglia Zegna verso l’understatement, e utilizza lo stesso linguaggio per costruire giardini molto sofisticati, sebbene all’apparenza molto semplici e attenti allo sguardo sul paesaggio esistente.

 

Quale dialogo si instaura tra montagna e giardini di Trivero?

Rispetto alle grandi opere di Ermenegildo Zegna e agli interventi di valorizzazione del territorio, il lavoro di Porcinai è sia un intervento di riqualificazione degli ambienti di lavoro che una risposta ai diversi momenti della vita sociale. La montagna diventa un tessuto connettivo nel quale ambienti diversificati si intersecano in armonia: realizza, infatti, progetti per le residenze operaie, per il tempo libero, anche memoriali… non per imporre nuovi schemi ma per trovare sintonia tra gli elementi naturali già esistente e i nuovi interventi.

 

Dopo più di 50 anni, qual è lo stato di salute delle piante?

Più che allo stato di salute è forse il caso di guardare allo stato di anzianità: dopo cinquant’anni dobbiamo essere contenti delle scelte che ha fatto Porcinai nel campo arboreo, grazie alle scelte operate dopo un’analisi accurata delle specie individuate nell’ambiente alpino, senza creare tuttavia un dogma, perché si è sempre sentito libero di usare anche piante provenienza esotica. Per quanto riguarda le masse arbustive, per le quali era stata prevista una trama più fine e articolata, ovviamente queste sono molto cresciute rispetto al disegno iniziale, quindi necessiterebbero di una nuova messa a dimora, non essendo più leggibile l’intenzione dell’autore.

 

In mostra sono presenti anche i progetti per alcuni edifici: è una peculiarità di Trivero?

Trivero ha una natura molto speciale, e per Ermenegildo Zegna Porcinai realizza una delle sue opere più complete. In questo piccolo centro montano propone al suo committente svariate possibilità che toccano, oltre ai giardini, tutti gli aspetti della vita della comunità: dagli ambienti di lavoro al tempo libero, dalle abitazioni alla chiesa del paese.

 

Dopo il convegno IFLA, a 30 anni dalla sua morte, il messaggio di Porcinai è ancora attuale?

Il suo messaggio e la sua sensibilità per l’ecologia sono ancora molto attuali. Porcinai inoltre ha introdotto un’attitudine spiccata al progetto come lavoro interdisciplinare e critico, mentre oggi gli stessi professionisti sono più orientati a contributi specializzati.  A Trivero Porcinai fa convergere molti saperi e molte sensibilità: nei suoi interventi la questione ambientale, estetica e tecnologica appartengono a un unico sguardo. L’aspetto più interessante di questo lavoro trasversale di Porcinai è l’aver saputo interpretare le esigenze della committenza e l’attitudine della famiglia Zegna verso il proprio lavoro. Etica ed estetica sono due parametri che troviamo sia nella raffinatezza di un tessuto che nella cura giardini e del paesaggio immaginati.

La mostra “Pietro Porcinai a Trivero: giardini e paesaggio tra pubblico e privato” è visitabile a Casa Zegna fino al 10 luglio 2016.

 

Informazioni

Casa Zegna Via Marconi 23 – Trivero (Biella)

Tel. 015 7591463

archivio.fondazione@zegna.com

Orari di apertura: tutte le domeniche dalle 14 alle 18