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24.11.2016 | casa zegna

L’arte della tessitura, da Ermenegildo Zegna a William Kentridge

La trama di una storia centenaria tessuta nell’arazzo “Dare/Avere”

L’arazzo “Dare/Avere”, disegnato dall'artista William Kentridge, è l’opera d’arte realizzata nell’ambito del progetto ZegnArt per la recente apertura della boutique di New Bond Street, a Londra. La poetica dell’artista sudafricano ha donato una nuova vita, fatta di fili e di colori, ai documenti dell’Archivio Zegna, da cui emerge in primo piano l’elegante figura del fondatore.

Per conoscere più da vicino la fonte di ispirazione di quest’opera straordinaria, abbiamo intervistato gli archivisti di Casa Zegna.

 

Kentridge intreccia nel suo arazzo la figura di Ermenegildo Zegna con oggetti di uso quotidiano, come una macchina da cucire, le etichette, i cartamodelli… Ogni elemento porta con sé una storia, potete raccontarcela?

L’affascinante silhouette di Ermenegildo Zegna nasce dalle fotografie che lo ritraggono nella quotidianità: con il suo bastone, mentre passeggia lungo la strada Panoramica Zegna in costruzione, nella conca dei rododendri, fiero e sorridente, all’interno del lanificio, o a passeggio con l’elegante moglie Nina… La macchina da cucire risale agli anni Quaranta: macchine come questa venivano utilizzate all’interno del Lanificio e poi nella Scuola di Avviamento Professionale che istituì Ermenegildo Zegna per insegnare il mestiere ai più giovani. L’etichetta identifica il prezioso tessuto realizzato con il miglior kid mohair sudafricano. Ogni anno, si svolge una competizione che premia le fibre migliori con un trofeo che viene consegnato agli allevatori; questo lungo percorso di ricerca della qualità fu avviato nel 1970 per creare un rapporto di fiducia con gli allevatori e per aggiudicarsi anno dopo anno le fibre più fini. I cartamodelli cartacei, che venivano utilizzati fino a pochi anni fa, ci portano invece al servizio Su Misura che fu avviato all’inizio degli anni Settanta da Angelo e Aldo Zegna.

 

La silhouette di Ermenegildo Zegna sembra quasi camminare, muoversi agevolmente tra le montagne e tra i libri contabili del lanificio. È come se la texture dell’arazzo volesse rappresentare la doppia anima del fondatore, filantropo e imprenditore, che ritroviamo nel titolo dell’opera Dare/Avere. Che rapporto aveva Ermenegildo Zegna con il suo territorio?

La mappa che fa da sfondo alla figura di Ermenegildo Zegna è molto antica: si tratta di una carta geografica del Seicento che rappresenta il Piemonte, la terra dove è stato fondato il Lanificio nel 1910 e a cui Ermenegildo Zegna era molto legato. Alle montagne intorno a Trivero dedicò buona parte della sua vita: le riforestò con oltre cinquecento mila conifere, le rese accessibili con la costruzione della strada panoramica, le fece teatro delle opere sociali per agevolare la vita della sua gente. I libri contabili, dove troviamo il concetto di “dare e avere”, che dà il titolo all’opera, non esprimono soltanto le leggi del mercato, ma la filosofia che animò la visione filantropica di Ermenegildo Zegna e che dopo oltre 100 anni di storia ispira l’attività della Fondazione Zegna.

 

Arte e artigianato: quando si parla di tessuti la linea di demarcazione è molto sottile. Basta pensare alla creatività di disegnatori e stilisti e poi alle cinquecento mani necessarie per realizzare un abito Zegna ad esempio. Un arazzo è per definizione una forma d’arte che si trova a metà strada tra l’artigianato e la rappresentazione artistica. L’opera di Kentridge, tessuta in mohair da Stephens Tapestry Studio di Johannesburg, ci riporta, nel complesso intreccio di trama e di ordito, al quel “saper fare” che è anche il DNA della Zegna…

Kentridge lavora da anni con lo Stephen Tapestry Studio di Johannesburg. Come nel Lanificio di Trivero, anche se in proporzioni diverse, c’è un team che si occupa di tutte le fasi di preparazione alla tessitura: la filatura, la tintoria e l’orditura sono curati dallo studio Coral Stephens Handweaving nello Swaziland. Dopodiché segue l’aspetto cruciale del lavoro: saper tradurre in tessuto il disegno dell’artista. Il cartone diventa una vera e propria mappa che i tessitori devono seguire nel dettaglio: i colori, le forme e i disegni che permettono all’opera d’arte di prendere forma nel telaio. L’arte della tessitura, nei tessuti del Lanificio Zegna come nell’arazzo, richiede elevata precisione. La combinazione della visione artistica di Kentridge con la meticolosa esecuzione di Stephens ha permesso la realizzazione di questa opera d’arte, che assorbe l’impronta di chi ha preso parte alla sua creazione, artista e artigiano, per restituirne l’anima di Ermenegildo Zegna.